Il culto di Mitra e il Cristianesimo


IL CULTO DI MITRA E IL CRISTIANESIMO



L'adorazione del Sole

Quel che c'era di bello e di sublime nel mito del Sole venne fatto proprio dal Cristianesimo, Helios divenne Cristo.
(Il teologo Carl Schneider, Geistesgeschichte, 1, 258)
La Eliolatria, cioè l'adorazione del Sole, cui si rifà il culto mitraico, occupa una posizione di grandissimo rilievo nella storia delle religioni. Già gli antichi Persiani invocavano l'astro diurno, e da un'epoca più tarda, tuttavia ancora nell'Avesta, il Sacro Libro composto fra il V e il VI secolo a.C., ci è stata tramandata la seguente invocazione di Zarathustra al Sole:
La possente, la regale aura dell'etra solare, ricca di promesse,
quella che è stata creata da Dio, veneriamo in preghiera,
colei che trascorrerà sul più vittorioso dei Redentori, e gli altri,
i suoi apostoli, che il mondo sospinge,
cui fa superare vecchiaia e morte, dissoluzione e corruzione,
che soccorre alla vita eterna, all'eterno guadagno, alla libera volontà.
Quando i morti risorgeranno,
quando il vivente trionfatore della morte sopraggiunge
e con la volontà il mondo innanzi viene sospinto
1.

In Egitto, lo sposo della bella e intelligente Nefertiti, il re Amenofis IV (1375-1358), grande riformatore religioso, tentò di introdurre l'adorazione del Sole come unica forma di culto. «Tu sei la vita medesima», pregava il re rivolto alla divinità solare (Roeder, 65. Cfr. anche Freud, 120). Anche Mosè coltivava stretti rapporti col dio del Sole. Il suo monoteismo, come mostra Sigmund Freud nell'opera Mosè e la religione monoteistica, era uguale al culto solare di Amenofis IV (Freud, 118 sgg.). Al dio del Sole di Babilonia un Inno in caratteri cuneiformi risalente ad età prebiblica attribuisce tutte le qualità, che in seguito formeranno nella Bibbia l'oggetto dell'esaltazione di Dio (cfr. Garden). Anche il profeta Isaia pensa non a Jahvè, ma al dio del Sole, quando scrive:

«Vedi come la tenebra copre la terra e il buio avvolge i popoli; ma sorge su di te il Signore, e la sua magnificenza appare in te. I popoli camminano nella tua luce, e i re nello splendore, che è sorto per te» (Jes. 62, 2 sg.).

Tutta una serie di dèi quali Giove, Apollo e Baal ebbero gli attributi della divinità solare; nell'Impero Romano, prima con Eliogabalo (218222), sacerdote di questa divinità ancor prima dell'ascesa al trono, e in seguito con Aureliano (270-275), la cui madre era sacerdotessa del Sole, questo dio fu venerato come Summus Deus.

Ma anche molti cristiani adoravano il Sole. Nel 354 o 355 il vescovo Pegasio confessò al principe Giuliano di pregare segretamente il Sole. E ancora nel V secolo c'erano fedeli cristiani che si prosternavano davanti all'astro nascente, dicendo: «Abbi pietà di noi!» (Leo, serm. 27, 4). Papa Leone I dovette mettere in guardia la comunità romana da un aperto culto del Sole (ibid.). E ben presto Cristo fu proclamato «l'Onniveggente», l'«Invitto» e il «Sole della giustizia», titolo proprio del dio del Sole, diventando «il vero Helios» 2.

Ancora nel secolo XVII l'innografo cristiano Paul Gerhardt scriveva: «Il sol che mi sorride/è il mio signor Gesù,/ciò che cantar vi fa/è quel che in cielo sta». E anche oggi la raffigurazione del Sole, l'eterna luce, si trova negli edifici sacri degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani, dopo essere stata in uso assai prima come «Eterna Luce» nei templi persiani, e quindi accolta dai pagani di Roma e di Grecia. L'adorazione del Sole è viva tutt'oggi nel Cristianesimo nelle Chiese e negli altari esposti a Oriente o nella forma solare di numerose suppellettili sacre, usate per la conservazione delle ostie. Un'eco dell'antica concezione è presente addirittura nella Messa: l'Antifona del 21 dicembre, giorno del solstizio invernale, recita:

O Sole che sorgi
splendor d'eterna luce
e sole di giustizia,
vieni ad illuminarci,
ché siamo nella tenebra
e all'ombra della morte
3.

Mitra.

Mitra, il dio della Luce celeste, è una personificazione del Sole. Il suo culto, originario della Persia e dell'India, nel III secolo a.C. era già diffuso in Egitto. Quasi contemporaneamente al Cristianesimo, penetrò poi nell'Impero Romano, facendo numerosi proseliti con grande rapidità soprattutto fra i soldati, i mercanti e gli schiavi, estendendosi in Nordafrica, in Spagna, in Gallia, in Germania e persino in Britannia. Il punto di irraggiamento della religione di Mitra fu la Cilicia, patria di Paolo, dov'era penetrata quasi cent'anni prima di lui. Gli studiosi hanno accertato tutta una serie di corrispondenze fra la sua predicazione e i culti mitraici (ibid. 58 sg.).

Mitra discese dal cielo e si racconta che alla sua nascita fu adorato dai pastori, che gli recarono in dono le primizie dei greggi e dei frutti della terra. In seguito ascese in cielo, venne posto sul trono accanto al dio del Sole, cioè, divenne partecipe della sua onnipotenza, e infine fu parte di una Trinità. Si credeva, inoltre, che un giorno sarebbe tornato a suscitare e a giudicare i morti 4.

Mitra era il demiurgo fra cielo e terra, fra dio e l'umanità: era l'Uomo-dio, il Redentore del mondo e il Salvatore. Era anche «colui che nacque dalla pietra» 5, come Cristo, a sua volta definito «la Pietra» 4, concomitanza già notata dai più antichi apologeti della Chiesa (Just. Tryph. 70, 1 sgg.; 78, 15), e come Pietro, sempre accostato all'immagine del gallo e delle chiavi, entrambi simboli del dio del Sole.

Il giorno consacrato al dio del Sole era il dies solis (ted. Sonntag; ingl. Sunday), celebrato in modo particolare nel culto di Mitra come primo giorno della settimana, e in seguito definito «il giorno del Signore» (dies dominica) dai cristiani, per i quali in origine tutti i giorni della settimana erano egualmente dedicati al Signore. Intorno alla metà del III secolo, Origene insisteva sul fatto che per il perfetto cristiano tutti i giorni sarebbero dovuti essere giorni del Signore. E ancora nel IV secolo, nel Cristianesimo la domenica non conosceva la cessazione dell'attività lavorativa, nemmeno nei monasteri di più stretta osservanza: la Domenica fu introdotta da Costantino con una legge del 321.





L'origine del Natale

Il giorno della nascita di Mitra, il dies natalis Solis, era il 25 dicembre, che, come tutti sanno, è oggi il giorno della nascita del Cristo; ma nella cristianità primitiva si celebrava solo una festa, la Pasqua, e fino al IV secolo la Pasqua e la Pentecoste furono le uniche festività ufficiali della Chiesa. A quanto pare, allora si ricordava ancora che Gesù non aveva mai predicato l'introduzione di feste!

Per molto tempo la nascita del Cristo non fu celebrata, e in seguito, per altro, venne determinata in modo estremamente diverso, dato che non era certa neppure la determinazione dell'anno della nascita, per non parlare poi della storicità dell'evento. Intorno al 200, secondo quanto sappiamo da Clemente Alessandrino, per alcuni era il 19 di aprile, per altri il 20 di Maggio, mentre lo stesso Clemente credeva che la data esatta fosse il 17 Novembre (Clem. Al. strom. 1, 21, 147)

Il Natale sorse in Egitto nel II secolo, festeggiato il 6 di gennaio (11 Tybi), giorno della nascita del dio Eone ovvero Osiride (Cfr. Plutarco, Is. e Osir. 12, 355 E). Ma fu solo a partire dal 353 che la Chiesa indicò il 25 dicembre quale data della nascita del Cristo, quel 25 di dicembre, nel quale ricorreva la festività di Mitra, l'invitto dio del Sole, e tale scelta si proponeva soltanto di cancellare dalla coscienza popolare la ricorrenza pagana. L'Avvento, festa preliminare alla celebrazione del Natale, venne introdotto addirittura solo nel VI secolo.

La nuova solennità ecclesiastica divenne ben presto assai popolare proprio perché altro non era se non la trasformazione e l'adeguamento della festa pagana del solstizio, della festività dell'Eone, cioè della mitica rappresentazione della nascita del nuovo sole. In tale circostanza, nella notte fra il 24 e il 25 dicembre gli iniziati si raccoglievano in un adyton sotterraneo, per compiere i riti iniziatici intorno alla mezzanotte. All'alba i fedeli lasciavano in processione il luogo sacro, portando con sé la statuetta d'un bambino, simbolo del figlio del dio del Sole appena nato dalla Vergine, la Dea Caelestis, e non appena sorgeva il sole recitavano in coro la formula liturgica:

«La Vergine ha partorito, la luce cresce».

È stata tramandata anche la formula seguente: «Il Grande Re, il Benefattore Osiride è nato». Pare anche che alla nascita del dio risuonasse dal cielo una voce: «Il Signore dell'universo è venuto alla luce» 6. In Luca l'Angelo dice: «Oggi è nato per voi il Redentore» (Lc. 1, 11).

Il racconto cristiano del Natale è talmente popolare, che molti credono ch'esso si trovi in tutti i Vangeli, mentre, al contrario, è presente soltanto in Luca, il quale ha rielaborato una tradizione veterotestamentaria e più ancora un patrimonio culturale pagano. Gli studi teologici anche di recente hanno sottolineato la profonda influenza pagana sulla narrazione di Luca:

«1) La descrizione, così piena di sentimentalismo, della madre errante, che non trova un luogo dove partorire la propria creatura. Qualsiasi lettore greco non poteva non ricorrere col pensiero alla madre di Apollo, che non riesce a trovare un luogo per partorire, e che i poeti descrivono in modo analogo.
2) Come in Callimaco il figlio di Zeus viene avvolto in fasce e Dioniso bambino giace dentro un crivello, così in Luca il Geù bambino giace dentro una mangiatoia, avvolto in fasce.
3) Il racconto bucolico dei pastori viene riferito pressoché identico a proposito della nascita di Ciro e di Romolo, nonché nelle storie dell'infanzia di Mitra; esso non ha nulla a che fare con i racconti analoghi dei V.T., dove manca proprio l'elemento essenziale, cioè l'omaggio alla divina creatura.
4) La luce nella notte è parte della natura dei Misteri: "Nella notte io vidi risplendere il Sole in luce accecante", così suona il racconto della cerimonia iniziatica dei Misteri di Iside.
5) Dalle celebrazioni misteriche proviene il grido: "Oggi vi è nato il Salvatore". L'esclamazione di giubilo degli Ierofanti in Eleusi suona: "La Signora ha generato un sacro fanciullo"; e nelle feste ellenistiche dell'Eone, influenzate da questa tradizione, risuonava il grido: "In quest'ora, oggi la Vergine ha partorito l'Eone" e "La Vergine ha partorito, la Luce cresce". Per Osiride il grido suona: "Il Signore di tutte le cose viene alla luce... un Grande Re e Benefattore, Osiride, è nato" e nel culto dei re: "Vi è nato un Re e lo ha chiamato Carilao, perché tutti divennero felicissimi".
6) Dalla pietas verso i sovrani derivano le locuzioni "annunciare una grande gioia", "Salvatore", "a tutto il popolo".
7) L'annuncio d'una grande gioia in occasione della nascita di un redentore è motivo tipico della storia delle religioni, del quale non sappiamo con certezza se abbia le proprie radici nel sorriso del cielo e del mondo quando nacque Buddha oppure nel giubilo cosmico per Zarathustra o se i due motivi videro la luce solo nell'Ellenismo. Forse possiamo presumere in Luca le medesime fonti ellenistiche della IV Ecloga di Virgilio.
8) Le schiere celesti in Luca derivano da concezioni veterotestamentarie, ma ci riportano alla memoria anche i Cureti vestiti da soldati e i Coribanti intorno alla culla di Zeus, o le schiere che circondano il fanciullo Dioniso» 7.

Le concezioni intorno alla nascita dell'Eone quali ricorrono nei Vangeli erano, come si vede, ben note al mondo precristiano; lo attestano, fra l'altro, anche gli eloquenti Dialoghi religiosi alla corte dei Sassanidi:

«Signora - disse una voce - il Grande Helios mi ha a te inviato come messaggero della generazione che in te si compirà... Diventerai madre di un bimbo, il cui nome è "Principio e Fine"»
(cit. da Norden, Geburt des Kindes, 50).

Anche la celeberrima Ecloga Quarta di Virgilio, composta intorno al 40 a.C., preannuncia la nascita di un bambino inviato dal cielo sulla terra, per portare la pace tanto desiderata: «Il tempo è ormai giunto - si legge nella poesia - già regna Apollo... Verrà generato un figlio dell'altissimo Signore». Analogamente Paolo scrive: «E quando fu giunta la pienezza dei tempi, Dio inviò suo figlio» (Gal. 4, 4). Anche la concezione prediletta da Paolo di «una nuova creazione», «di una nuova umanità» (2 Cor. 5, 17), si può cogliere nel componimento virgiliano espressa in modi assai simili: nel verso 7 vi si parla della nova progenies, cioè di una nuova schiatta. E anche Marco dice: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino» (Mc. 1, 15).





Il culto e la sua storia

La religione di Mitra era seguita da una comunità suddivisa in modo strettamente gerarchico, le cui propaggini si estendevano a tutto l'Impero Romano (Cumont). Il capo si chiamava Pater patrum (padre dei padri), come il Sommo Sacerdote del culto di Attis e poi il Papa romano (Brückner, 25). I Sacerdoti portavano spesso il titolo di «Padri» e i fedeli si chiamavano «Fratelli», definizione usuale anche presso altre forme di culto, come, ad esempio, in quello di Juppiter Dolichenus, i cui componenti si chiamavano fratres carissimi assai prima che i cristiani si servissero della medesima terminologia (Hyde, 66).

Il culto mitraico conosceva sette sacramenti, come ancor oggi la Chiesa cattolica, nella quale, a dire il vero, tale numero ha conosciuto numerose oscillazioni lungo i secoli. Attestati per la prima volta nel XII secolo presso Pietro Lombardo, i 7 sacramenti furono elevati a dogma nel 1439, durante il Concilio di Ferrara-Firenze (Bertholet, 415).

Il culto di Mitra possedeva un Battesimo, una Cresima e una Comunione consistente in pane e acqua o in un miscuglio d'acqua e di vino, celebrata, come nel Cristianesimo, in memoria dell'ultima cena del Maestro coi suoi discepoli 8; le ostie erano poi contrassegnate da una croce.

Ai Sacerdoti spettava soprattutto la dispensazione dei Sacramenti e la celebrazione del servizio divino: la messa veniva celebrata quotidianamente, ma la più importante era quella domenicale (nel dies solis): l'officiante pronunciava le sacre formule sul pane e sul vino, nei momenti particolarmente solenni si faceva squillare una campanella e in generale risuonavano lunghi canti accompagnati dalla musica. Sugli altari dei templi di Mitra era accesa una sorta di Luce Perenne. Le iniziazioni avevano luogo in primavera, come molti Battesimi nella Chiesa antica, e in particolari festività cultuali i peccati venivano purificati col sangue. I Padri della Chiesa videro in codeste analogie nient'altro che invenzioni diaboliche (Just., Apol. 1, 66. Tert., bapt. 5).

I seguaci di Mitra si richiamavano a una Rivelazione, ponevano un diluvio all'inizio della storia e un giudizio universale alla fine; non solo credevano nell'immortalità dell'anima, ma anche nella resurrezione della carne 9.

Le istanze morali del culto di Mitra, il «Dio Giusto» e il «Dio Santo», non avevano nulla da invidiare a quelle dei cristiani: come i cristiani dovevano imitare il modello del loro padre celeste, allo stesso modo il fedele del vero, giusto e santo Mitra era tenuto a condurre una vita attivamente governata dalla morale. La sua religione, definita da precisi «comandamenti», perseguiva un rigoroso ideale di purezza; la castità e la temperanza erano annoverate fra le virtù più alte, e anche l'ascesi vi svolgeva un ruolo non secondario.

L'evoluzione delle due religioni presenta non poche analogie: il Mitraicismo, come il Cristianesimo, esercitò dapprima una forte attrazione soprattutto sui ceti più umili della società, conoscendo, per contro, il disprezzo dei Greci e dei Romani colti, finché, come al Cristianesimo, anche al culto mitraico si volsero ben presto le cerchie più influenti della società imperiale romana. Molti signori furono guadagnati alla nuova fede ad opera dei loro schiavi, proprio come accadde al Cristianesimo, e non era raro il caso in cui le più alte cariche religiose venivano ricoperte da schiavi, come nella Chiesa primitiva. «In questa confraternita - scrive il Cumont nella sua classica monografia sul culto di Mitra - spesso gli ultimi erano i primi, e i primi erano gli ultimi, perlomeno esternamente» (Cumont, 72 sgg. Cit., 74. Si veda in particolare 178 sgg.).

Fra il III e il IV secolo la religione mitraica godette presso la corte del medesimo prestigio del Cristianesimo: Diocleziano, Galerio e Licinio consacrarono a Mitra, quale protettore dell'impero, un tempio a Carnuntum, sul Danubio, e Massimiano gli innalzò un Mitrèo in Aquileia. I suoi seguaci erano sparsi dappertutto, dalla Spagna al Reno, dalla Britannia alla Gallia, dove gli furono innalzati dei templi a Londra e a Parigi. La fede mitraica lasciò le proprie tracce addirittura in Scozia. Allora per numero di adepti e per influenza sembrò sul punto di superare il Cristianesimo, cui fu particolarmente inviso, del quale, per altro, fu da un lato l'avversario più irriducibile, dall'altro il più importante precursore.

Come tutti gli altri culti, anche il Mitraicismo dovette poi soccombere al divieto degli imperatori cattolici: istigati dalla Chiesa, ancora nel IV secolo i suoi fedeli vennero perseguitati dai cristiani, i suoi templi saccheggiati, i suoi sacerdoti assassinati e sepolti nei sacrari rasi al suolo 10. Fra le rovine dei Mitreo di Saalburg è stato ritrovato lo scheletro incatenato del sacerdote pagano, il cui cadavere era stato sepolto in quel luogo per dissacrarlo in perpetuo (Hyde, 62 con rinvio a Cumont).

A parere di molti studiosi la distruzione di questa religione ebbe successo proprio perché i cristiani innalzavano le proprie Chiese sulle rovine degli antichi luoghi di culto; infatti, secondo un'antica credenza, in questo modo la divinità precedente era per così dire resa impotente o addirittura annichilita. Una cripta mitraica pressoché intatta si trova, ad esempio, sotto la chiesa di S. Clemente in Roma, e l'altare è collocato quasi esattamente sopra quello pagano.

La maggior parte dei Mitrei, non meno di quaranta (di cui circa una dozzina solo a Francoforte), sono stati scoperti in Germania, dove il culto di Mitra - dopo le province danubiane - aveva uno dei suoi più importanti punti di forza (Cumont, 47 sgg; 180. Schütze, 15).

La fede mitraica si mantenne fino al V secolo solo sulle Alpi e sui Vosgi, ma poi fu eliminata anche qui e quasi totalmente dimenticata fino al XIX secolo.

Una delle raffigurazioni più belle di Mitra si trova in San Miniato, a Firenze, sulla tomba di un principe della Chiesa, il Cardinale Giacomo di Portogallo (morto nel 1459).


Note e riferimenti

1 Cit. da A. Schütze, 80.
2 Straub, 131; Schneider, Geistegeschichte, 1258.
3 A. Schütze, 115.
4 Cummont, Die Mystrien des Mithras, 116 sgg. A Schütze, 36 sg.
5 1 Cor. 10, 4. Inoltre, M. Brückner, 30. Cfr. anche Staerk, II, 388 sgg.
6 Epiphan., haer. 51, 22, 8 sgg. Plutarco, Is. e Osir. 12, 355 E. Inoltre Norden, Geburt des Kindes, 28 sgg.; 91 sg.
7 Schneider, Gesteschichte, I, 49 sg. Cfr. anche Drews, Marienmythe, 102 sgg.
8 Just., Apol. 1, 66. Tert., praescr. haer. 40. Cumont, Die Mysterien des Mithras, 124; 146 sg. Bammel, 92; Bertholet, 315
9 Tert., de praescr. haer. 40. Inoltre, Cumont, Die Mysterien des Mithras.
10 Cfr. Zosimus, 4, 13. Ammian, 29, 1, 2. Hieron., ep. 107 ad Laetam.



Articolo inserito il 24-09-2007.
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::: Commenti :::

VIRGILIO ha scritto:
CHE DIRE OGGI DEL DECLINO DEL TEISMO?
Emanuele ha scritto:
Ciao a tutti: il culto di Mitra persiano è antecedente al Cristianesimo di molti secoli; un culto del dio Mitra si è diffuso nell'impero romano tra il 2 secolo prima di cristo fino al 4 secolo dopo Cristo; i testi ed i documenti che abbiamo circa tali culti sono datati alcuni secoli dopo la nascita di Cristo (quindi ben dopo i Vangeli) perchè gli antichi testi originari sono andati persi. Gli studiosi attualmente ritengono sia molto più probabile che le caratteristiche similari dei due culti siano da attribuire ad una influenza del culto cristiano su quello di Mitra e non viceversa. (cfr Wikipedia)
IL RIFORMATORE ha scritto:
Che ci siano delle analogie è indubbio. Ma questo non dimostra nulla. I neo pagani si attaccano con le unghie e coi denti al Mitraismo, allo Zoroastrismo e a tutto quello che trovano, onde screditare il Cristianesimo e sopratutto la figura di Gesù. A quanto pare, se così in tanti si accaniscono nel voler massacrare il Cristo, si vede che, anche dopo 2000 e passa anni... fa tanta paura !!! Che motivo ci sarebbe nel voler screditare qualcosa o qualcuno che, in realtà non può nulla contro nessuno?? E' molto probabile che la storia di Mithra come altre figure dei tempi antichi, era nell'aria... l'uomo si aspettava da ciò che considerava sua divinità, un qualche salvatore. Sicuramente faceva parte della coscienza collettiva degli esseri umani. Sta di fatto che, anche nelle altre culture molto lontane geograficamente dalla terra ebraica e/o dal medioriente in generale, vi sono storie, miti e leggende molto simili a questa. Se prendiamo ad esempio il Bhagavata Purana dell'India antica, sembra di leggere un libro di fanascienza... vedasi: http://it.wikipedia.org/wiki/Bh%C4%81gavata_Pur%C4%81%E1%B9%87a Oppure la famosa epopea di Gilgamesh, vedasi: http://it.wikipedia.org/wiki/Epopea_di_Gilgamesh Ci sono anche altre sfaccettature e analogie nell'intenzionalità dell'uomo alla ricerca di una presunta salvezza. Sta di fatto però che, al di la di dati e date errateo manipolate, al di la di analogie storiche o mitiche che, però non portano a dimostrare nulla, vi sono state testimonianze oculari, non solo redatte nei Vangeli ma anche nei libri storici dell'epoca che, dimostrano la reale esistenza e i reali frutti della vita di Gesù. Ciò che è narrato di lui è veramente accaduto. La sua nascita è trascritta anche negli annali dei Re Magi che, provenivano da altri Regni lontani. La sua vita, la sua morte e la sua risurrezione. La sua ascensione e la promessa del suo ritorno. C'è un tassello che non combacia tra Gesù, Mitra e tutti gli altri, ed è questo: Gesù dice: "io me ne torno al Padre ma non vi lascerò orfani. Vi manderò lo Spirito di Verità, lo Spirito Santo, che vi guiderà in ogni verità. Egli sarà con voi fino alla fine, fino a quando non tornerò e vi accoglierò presso di me, nella nuova creazione." E qui casca l'asino! Qui non si sta parlando nè di chiesa cattolica, nè di chiesa protestante o evangelica. Nient'affatto!! Qui si parla dell'opera dello Spirito di Dio nella vita delle persone di tutte le epoche che, credento in Gesù Cristo, affidandoGli la propria vita, avrebbero visto l'opera salvifica dello Spirito Santo. E questo lavoro di salvezza è attivo e potente ancora oggi. Qui non si tratta ne di dimostrare o screditare nessuno. Va presa in considerazione una cosa però... Gesù Cristo non è una religione e non ha affatto fondato una religione. Se avesse avuto questo progetto nella sua testa, lo avrebbe istituito. Ma non lo ha fatto! Gesù è una persona. Egli ci ha lasciato la Sua Parola. Chi si accosta ad essa e pone fede in Lui, vive dentro di se l'esperienza sovrannaturale della salvezza. Non chiedetemi come avviene. Non lo so, però avviene. La Bibbia non è solo un libro, è molto di più ma, io non posso convincere nessuno, perchè è lavoro e competenza dello Spirito Santo convincere di peccato e di pentimento. Però posso affermare una cosa: io ho creduto in Lui e la mia vita è cambiata. Questo Gesù che non ho mai visto in faccia, che non ho incontrato sulle rive di un lago... dopo 2000 abbondanti anni dalla sua morte, risurrezione e dipartita, sa essere ancora così sensibilmente convincente fino a riempire l'anima più dura e incredula! Gesù Cristo non è un mito o una bufala... Egli vive. Sta a noi cercarlo ora! E chi lo cerca, lo trova.
blu ha scritto:
blu
Roberto ha scritto:
Mi pare che l'ignoranza ci sia ovunque sia tra cristiani che tra coloro che pur di attaccare i cristiani manipolano la verità storica. E' sicuramente vero che il 25 dicembre non era la data di nascita di gesu cristo ma serviva sovrapporla alla festa del sol invictus, è sicuramente vero che molte chiese furono costruite sopra a mitrei, come sopra ad altri templi, è una cosa che storicamente è sempre avvenuta (guardate l'islam nelle zone ex cristiane conquistate all'epoca dell'impero ottomano dove ha costruito moschee), ma non ci sono prove su molte delle similitudini che in rete si trovano tra mitra e gesu cristo, non risulta morte di mitra, nè quindi resurrezione, non risultano i 12 apostoli, e l'utilizzo del vino è in dubbio, ecc... Le differenze dottrinali ci sono, e il mitraismo romano non nemmeno sovrapponibile al mitraismo persiano
vicky ha scritto:
non c'entra nulla mitra con gesu',e' semplicemente assurdo.si cerca solo di trovare del torbido nella bellissima figura di gesu'.E'constatato ormai da anni l'esistenza storica di gesu',non possono negarla piu' neanche i piu' studiosi atei.
Marco ha scritto:
Diversi critici atei insegnano che la teologia del Cristianesimo trarrebbe origine dai culti pagani, in particolare da quello di Mitra. Il dio pagano Mitra era venerato nell'antica Roma specialmentre tra i militari, e tra l'altro era considerato "figlio di Dio", nato da una vergine, morto in croce e poi risorto. Pertanto, secondo i critici, il Cristianesimo avrebbe attinto la figura di Cristo da tale culto. Mitra era uno dei molti dèi del paganesimo indo-iraniano; il più antico documento in cui viene citato il suo nome risale al 1400 a.C. [John Hinnels, MS, ix]. Secondo il mito pagano, Mitra era un dio pacifico, che donava la pioggia, la vegetazione e la salute. Era il mediatore tra Ohrmazd e Ahriman (rispettivamente il dio del bene e il dio del male del dualismo Zoroastriano). Divenne poi uno dei sette yazatas minori [Cum.MM, 5], e gli fu dato l'incarico di condurre le anime alla loro destinazione ultraterrena. Per molti secoli il mito di questa divinità rimase essenzialmente invariato. Nel primo secolo a.C. Mitra era ancora associato al sole assieme agli dèi Apollo e Mercurio [MS.129]. Dunque, è evidente che non esiste quella continuità con il mitraismo romano ventilata da alcuni scrittori atei. Il mitraismo romano era mitraismo solo nel nome, era "una nuova creazione che usava vecchi nomi e dettagli iraniani per dare il giusto aspetto esotico ed esoterico al culto dei misteri" [MS, xiii]. Il Mitra dei romani era dunque molto lontano dal Mitra iraniano; non esistevano connessioni tra i due culti, fatta eccezione per il nome del dio, alcuni termini, e i riferimenti astrologici che furono largamente importati nell'Impero Romano da Babilonia [Beck.PO, 87]. ESAME DEI PRESUNTI PARALLELI COL CRISTIANESIMO 1. Mitra sarebbe nato da una vergine il 25 dicembre in una grotta, e alla sua nascita avrebbero assistito dei pastori. Quest'affermazione è una miscela di verità e menzogna. Cominciamo dalla data di nascita. Il Nuovo Testamento non associa mai il 25 dicembre alla nascita di Cristo, anzi leggendo i Vangeli si può facilmente capire che Cristo nacque non in inverno, anzi probabilmente nacque in estate (per approfondimenti, si veda questa pagina). Il 25 dicembre era la data del solstizio invernale, e la chiesa cattolica romana scelse arbitrariamente questa data per festeggiare la nascita di Cristo. Quest'idea, come abbiamo detto, non proviene dalla Bibbia. Ricordiamo che dal 4° secolo in poi la chiesa cattolica romana apostatò sempre più dal Cristianesimo biblico, e inglobò numerosi elementi e riti del paganesimo romano. Le chiese cristiane evangeliche si rifanno solo al Cristianesimo biblico e dunque non accettano le tradizioni cattoliche romane. La seconda "mezza verità" è quella sulla nascita di Mitra. Mitra non nacque da una vergine in una grotta, ma (secondo il mito) nacque DA una roccia, presumibilmente lasciando una grotta dietro di sè. La roccia non può certamente essere definita "una vergine", e inoltre Mitra nacque già adulto [MS.173]. L'idea secondo cui Mitra sarebbe nato da una vergine è fondata su un uso arbitrario della terminologia. Mitra sarebbe nato dalla "materia primordiale", chiamata anche "prima madre" o "materia vergine". È evidente che la differenza tra la materia inanimata e una donna vergine è abissale. Rimane da affrontare il discorso dei pastori, e anche questo non ha niente a che fare col vangelo, in cui i pastori non assisterono al parto. I pastori del mito di Mitra, invece, presenziarono alla sua nascita, e fecero anche di più: lo aiutarono a "uscire" dalla roccia, e gli offrirono alcuni elementi dei loro greggi. Si consideri poi che la nascita di Mitra avrebbe avuto luogo quando gli uomini non erano ancora stati creati [Cum.MM, 132]. Come potevano allora esserci dei pastori ad aiutarlo a nascere? In realtà queste idee, come praticamente tutti i presunti "paralleli cristiani" presenti nel mitraismo romano, sono nati almeno un secolo dopo la stesura del Nuovo Testamento, dunque troppo tardi per dire che il Cristianesimo abbia "preso in prestito" qualche idea dal mitraismo, ed è invece estremamente probabile che sia vero il contrario. 2. Mitra sarebbe stato un grande maestro. Questo naturalmente potrebbe essere detto di qualunque leader, specialmente in un contesto religioso, e dunque non è un riferimento cristiano. In ogni caso, bisogna chiedersi: cosa insegnò Mitra, a chi, e quando? Nella letteratura mitraica non c'è alcun riferimento all'idea che Mitra fosse un "maestro". 3. Mitra avrebbe avuto 12 compagni o discepoli. Quest'affermazione viene fatta molto spesso, e quasi sempre senza alcuna documentazione che possa sostenerla. Il Mitra iraniano aveva un solo compagno, Varuna. Il Mitra romano invece aveva due aiutanti, due piccole creature simili a lui e che forse simboleggiavano l'alba e il tramonto, o la vita e la morte. Mitra aveva anche una quantità di animali suoi compagni: un serpente, un cane, un leone, uno scorpione - ma non erano affatto 12, e non erano persone. Alcuni atei affermano che durante l'iniziazione a Mitra, i devoti romani si vestivano secondo i segni zodiacali e formavano un cerchio attorno all'iniziato. Queste idee non provengono dalla letteratura mitraica, e nessuno studioso di mitraismo le ha mai confermate. Esse si basano sulle affermazioni di un singolo occultista (Godwin). E in ogni caso, si tratterebbe ancora di insegnamenti introdotti nel mitraismo molto tempo dopo che il Cristianesimo era comparso. 4. Ai seguaci di Mitra veniva promessa l'immortalità e la salvezza. Il mitraismo prometteva agli iniziati solo la "liberazione dal fato che attende tutti gli uomini" [MS.470]. L'unica idea di una "salvezza" è un affresco del 200 d.C. su cui è scritto che Mitra avrebbe salvato gli uomini versando il sangue del toro che, secondo il mito, Mitra avrebbe ucciso. Questa "salvezza", secondo l'interpretazione mitraica "astrologica", non indica l'immortalità ma solo un livello di iniziazione più elevato. Anche qui, si tratta di un'idea di ben due secoli successiva al Cristianesimo, e quindi è evidente che il mitraismo ha importato il concetto dal Cristianesimo. 5. Mitra avrebbe sacrificato se stesso per la pace del mondo. Secondo il mito, Mitra non sacrificò se stesso, ma piuttosto compì il gesto eroico di uccidere il "grande toro del Sole". Non esiste niente nella letteratura mitraica che giustifichi l'idea che Mitra si sia sacrificato. E non è neanche possibile paragonare la morte di un toro "per la pace del mondo", con Gesù Cristo che venne nel mondo dando la sua vita per salvare gli uomini dal peccato (e non per una generica "pace"). Lo studioso Punkish ha commentato che l'autore che sostiene questa tesi, O'Hara, non era affatto un'autorità o uno studioso, ma era un gran sacerdote wicca (un culto stregonesco neopagano che avversa il cristianesimo). 6. Mitra sarebbe stato sepolto e sarebbe risorto dopo 3 giorni. Nella letteratura mitraica non esiste alcun riferimento né alla morte né alla sepoltura di Mitra. Lo studioso Gordon dice apertamente che nel culto di Mitra non esiste "nessuna morte di Mitra" [Gor.IV, 96], dunque non si può neppure parlare di resurrezione. Il mito non dice affatto che Mitra risorse. Dice piuttosto che non Mitra, ma gli dèi, dopo aver cercato gli umani, salirono al cielo, e Mitra attraversò l'Oceano con il suo carro. L'Oceano cercò di inghiottirlo e fallì, e infine egli raggiunse la dimora degli immortali. Altri dicono che gli iniziati credevano alla risurrezione di Mitra, e per dire questo si basano sulle parole di uno scrittore del IV secolo dopo Cristo. Ancora una volta, dunque, si parla di idee che i sacerdoti di Mitra introdussero nel loro culto copiandole dal Cristianesimo che già esisteva da ben quattro secoli. 7. Mitra sarebbe stato considerato "la via, la verità e la vita", il "messia", e il "mediatore". Nelle opere degli studiosi di mitraismo non c'è alcun riferimento a questi titoli. Sono titoli di Gesù, e non sono mai stati attribuiti a Mitra. L'unico titolo che ricorre anche nel caso di Mitra, come abbiamo visto precedentemente, è "mediatore", ma non nel senso cristiano (mediatore tra noi e Dio), bensì nel senso di mediatore tra "il dio del bene e il dio del male". 8. Il giorno sacro di Mitra era la domenica, e la festa principale era quella che oggi cade di Pasqua. Al Mitra iraniano si offrivano delle celebrazioni speciali: un festival l'8 ottobre, un altro tra il 12-16 settembre, e uno il 12-16 ottobre [MS.59]. In primavera esisteva solo un festival, all'equinozio, per un totale di quattro festival, uno per stagione. In ogni caso, la scelta di una data arbitraria per celebrare la Pasqua da parte della chiesa cattolica non ha nulla a che fare con la Bibbia, che non dice nulla al riguardo (per approfondimenti sulla Pasqua, si veda questa pagina). Riguardo alla domenica, è vero che esso era il giorno sacro per Mitra [Cum.MM, 190-1], ma solo nel mitraismo romano, che, come abbiamo visto, attinse diverse idee proprio dal Cristianesimo. 9. Mitra avrebbe insegnato la "cena del Signore" (eucarestia) con i segni del pane e del vino, proprio come Cristo. Quest'idea si basa su un testo medievale (dunque scritto moltissimo tempo dopo la nascita del Cristianesimo), che peraltro non riguarda Mitra, ma Zarathustra! La cosa che più si avvicina (solo lontanamente) a una "cena" nel mitraismo, era una comunissima celebrazione di un pranzo che gli iniziati facevano insieme. Non era una pratica unica del mitraismo, ma una pratica comune in tutto il mondo romano dell'epoca. IN CONCLUSIONE Il Cristianesimo non attinge né è influenzato da alcun altro culto, poiché tutte le sue dottrine sono presenti nell'Antico Testamento delle Sacre Scritture (affidato al popolo giudeo), compilato molto tempo prima della nascita di Cristo - tra il 2000 a.C. e il 400 a.C. - e la cui autorevolezza storica è confermata da solide prove archeologiche. L'Antico Testamento racchiude sotto forma di simboli la dottrina Cristiana spiegata nel Nuovo Testamento, e contiene oltre 330 profezie su Gesù Cristo, il figlio di Dio (Zac. 12:10) che sarebbe dovuto venire nel mondo nascendo da una vergine (Is. 7:14), essendo poi crocifisso (Sal. 22), risuscitando (Sal. 16:10), ecc. Ogni particolare della sua vita fu profetizzato molti secoli prima della sua nascita, e si è verificato con assoluta precisione (per approfondimenti, si veda questo documento). Non fu dunque il Cristianesimo ad attingere ad elementi pagani, ma il contrario: diversi culti pagani, tra cui il culto di Mitra, durante il loro sviluppo nel 1° e 2° secolo, cominciarono ad adottare vari elementi della teologia cristiana, per facilitarne la diffusione tra i cristiani. Lo stesso avvenne nel 9° secolo per il culto di Zoroastro. R. Nash, nel libro Cristianesimo e Mondo Ellenistico, spiega: "Le asserzioni di una dipendenza del Cristianesimo dal Mitraismo sono state rigettate per diversi motivi. Il Mitraismo non aveva concetti di morte e risurrezione del suo dio e in esso non aveva luogo il concetto di rinascita - almeno durante le sue fasi iniziali... Inoltre, il Mitraismo era essenzialmente un culto militare. Pertanto, bisogna guardare con scetticismo all'idea che esso possa essere stato accolto da persone pacifiche come i primi Cristiani". B. Wilson aggiunge: "Sebbene vi siano diverse fonti che suggeriscono che il Mitraismo includesse la nozione di rinascita, esse sono tutte post-Cristiane. La più antica risale al secondo secolo d.C." Michael Grant conferma: "I metodi critici moderni non danno sostegno alla teoria del 'Cristo mitico' [Osiride, Mitra, ecc.]. Tale teoria è stata ripetutamente ribattuta e demolita da studiosi fra i più eminenti". Pertanto, considerando che il Nuovo Testamento fu redatto da Ebrei che rigettavano le filosofie pagane, e che l'Antico Testamento conteneva già tutte le nozioni del Cristianesimo molti secoli prima del Mitraismo e della venuta di Cristo, è evidente che furono i culti pagani ad attingere alla teologia Cristiana per poter resistere durante il periodo di nascita ed espansione del Cristianesimo. Riferimenti ai principali documenti consultati: (Beck.PO) - Beck, Roger. Planetary Gods and Planetary Orders in the Mysteries of Mithras. London: Brill, 1988. (Cum.MM) - Cumont, Franz. The Mysteries of Mithra. New York: Dover, 1950. (Gor.IV) - Gordon, Richard. Image and Value in the Greco-Roman World. Aldershot: Variorum, 1996. (MS) - Mithraic Studies: Proceedings of the First International Congress of Mithraic Studies. Manchester U. Press, 1975.
orietta ha scritto:
a Duino vicino a Trieste c'è un mitreo
leone ha scritto:
Conosco il fenomeno del mitraismo da anni, ho visitato circa 30 mitrei in italia, ora mi auguro che questa gloriosa religione rinasca e distrugga l'ipocrisia del cristianesimo
Ermes ha scritto:
i primi ritrovamenti attribuibili alla divinità di Mitra sono del 1400 a.c. quindi se uno ha copiato, mi sembra semplice capirlo, a carmen, perchè la chiami leggenda? credo faccia parte della storia delle religioni a pieno titolo, sicuramente non meno vero di chi potrebbe aver copiato molti anni dopo
lidia ha scritto:
vorrei sapere qualcosa sul re mitra collegato alla napoli sotterranea
carmen ha scritto:
voglio sapere la leggenda del dio mitra
Master ha scritto:
Quel prete è dello stesso calibro di alcuni cristiani che, dal basso della loro meschina ignoranza, farciscono questo sito di farneticazioni mitologiche che vorrebbero far passare come storia. I cristiani fanno questo genere di cose da circa 2000 anni, bisogna lottare per difendere il libero pensiero contro gli attacchi di questi personaggi.
Zarathustra ha scritto:
Eppure, in una trasmissione televisiva, un prete cristiano pretendeva che il culto di Mitra fosse assai posteriore al cristianesimo, di cui, a suo dire, sarebbe una cattiva imitazione e che si sarebbe estinto in quanto "non vero"... Ora i casi sono due: o il prete è di inaudita ignoranza, oppure mente sapendo di mentire. Si aggiunga la considerazione che la dimostrazione della verità non poggia certamente sul consenso che una menzogna ottiene. In ultimo, meglio il dio Mitra, luminoso e solare, che la sua ridicola caricatura cristiana, buia e tetra.
Francesco ha scritto:
Esatto. Non a caso il 25 dicembre divenne la data di nascita di Gesù, come invece in realtà, non c'entra assolutamente nulla.

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